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L-DOPA
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L'mwcgmwcwmwdamwdqL-DOPA, o mwdglevodopa, è un mwdwamminoacido intermedio nella via biosintetica della mweadopamina.

In medicina è utilizzata per il trattamento della mwegmalattia di Parkinson e di alcuni mwewparkinsonismi, per controllare i sintomi mwfabradicinetici evidenti nella malattia ed è il farmaco più efficace per migliorare la qualità della vita nei pazienti con malattia di Parkinson idiopatica. L'mwfqmwfgL-DOPA rimane ancora il farmaco di scelta nella terapia antiparkinsoniana, sebbene sia possibile coadiuvarne l'attività con altri farmaci e ne siano ampiamente riconosciuti i limiti.

La dopamina e i neuroni dopaminergici controllano il centro del vomito, localizzato nel pavimento del mwgqIV ventricolo del mwggtronco encefalico; lo stimolo del vomito e la nausea che talvolta si accompagnano alla somministrazione dellmwgw'mwhamwhqL-DOPA possono essere attenuate mangiando dopo l'assunzione del farmaco.

Contents

Note

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Chimica

mwiqL'mwigL-DOPA, ovvero la mwiwmwjaL-3,4-diidrossifenilalanina (in inglese mwjqDiOxyPhenylAlanine da cui l'acronimo), è un mwjgα-mwjwamminoacido non proteico, strutturalmente simile alla mwkamwkqL-mwkgfenilalanina e, soprattutto, alla mwkwmwlaL-mwlqtirosina dalla quale deriva e con la quale condivide l'appartenenza alla serie sterica mwlwmwmaL di mwmqFischer (comune a tutti i comuni amminoacidi proteici).

È una sostanza cristallina bianca, inodore, insapore e altofondente (276-278mwmw °C),cite-ref-0-2-0[2] che come gli altri amminoacidi esiste in forma mwoazwitterionica (mwoqpunto isoelettrico pI = 5,5). Come la maggior parte dei mwogfenoli si ossida all'aria, specialmente se umida, colorandosi. È poco solubile in acqua e insolubile nei comuni solventi organici.

L'mwpamwpqL-DOPA è mwpgotticamente attiva e levogira, [α]mwpwDmwqa13 = −13,1°.cite-ref-0-2-1[2] Occorre tener presente che non c'è alcuna correlazione tra il segno (−) dell'attività ottica (da cui il nome mwrqlevodopa) e la serie sterica di appartenenza (mwrgmwrwL).

L'mwtqmwtgL-DOPA è biosintetizzata per azione della mwtwtirosina idrossilasi sull'mwuaamminoacido mwuqmwugL-tirosina. È il precursore d'importanti mwuwneurotrasmettitori mwvacatecolaminici, quali dopamina, mwvqnoradrenalina (norepinefrina) e mwvgadrenalina (epinefrina). In particolare, la dopamina si forma per mwvwdecarbossilazione enzimatica della mwwamwwqL-DOPA.

Farmacocinetica

L'mwxamwxqmwxgL-DOPA viene somministrata per via orale e assorbita a livello intestinale da mwxwcarrier per gli amminoacidi aromatici, per poi entrare nel circolo sistemico. In periferia esiste un enzima, la mwyaDOPA decarbossilasi (presente anche a livello centrale) che catalizza la trasformazione dell'mwyqmwygmwywL-DOPA in dopamina. Poiché la dopamina a livello periferico non ha effetti terapeutici, ma anzi è causa di spiacevoli effetti collaterali, si cerca d'inibire la dopa decarbossilasi periferica con la somministrazione contemporanea di inibitori della decarbossilasi, quali mwzacarbidopa e mwzqbenserazide, in modo che possa essere maggiore la quantità di mwzgmwzwL-DOPA che giunge nel mwaasistema nervoso centrale. Giunta nel cervello, l'mwaqmwagL-DOPA viene captata dalle terminazioni dopaminergiche, dove, per azione di uno specifico carrier, penetra nei neuroni e viene trasformata in dopamina dalla dopa decarbossilasi. La dopamina prodotta, accumulata in vescicole sinaptiche, viene poi liberata nel vallo sinaptico per agire sui neuroni post-sinaptici ed esplicare il proprio effetto terapeutico.

Il sistema nervoso centrale non è però costituito unicamente da neuroni, ma sono presenti anche altre cellule, definite mwbagliali, che hanno funzione trofica e di sostegno (sostanzialmente sorreggono fisicamente e metabolicamente i neuroni). Anche le cellule gliali posseggono la dopa decarbossilasi, ma, al contrario dei neuroni, non sono in grado d'immagazzinare la dopamina prodotta, che viene perciò immediatamente degradata. Quote rilevanti di mwbqmwbgL-DOPA sono perciò metabolizzate in dopamina dalle cellule gliali senza che se ne possa avere un beneficio terapeutico.

Al 2024, la combinazione di foslevodopa e mwcafoscarbidopa è somministrata in via sperimentale anche in modalità sottocutanea e continua tramite una piccola mwcqcannula inserita sottocute, collegata a una mwcgpompa di infusione regolabile. Ciò consente controllo stabile dei mwcwsintomi, inclusi quelli notturni, nei pazienti con Parkinson avanzato e fluttuazioni motoriecite-ref-3[3] o per i quali non è indicato l'intervento chirurgico.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]

Uso terapeutico

La mwggmalattia di Parkinson è causata dalla perdita di mwgwneuroni dopaminergici a livello della mwhapars compacta della mwhqsostanza nera compatta del mwhgmesencefalo. La conseguente diminuzione di dopamina in questa area e lo squilibrio eccitatorio inibitorio che ne deriva sarebbe responsabile dei disturbi extrapiramidali tipici di chi è afflitto da tale patologia. La mwhwmwiaL-DOPA è utilizzata come profarmaco della dopamina nel trattamento del Parkinson, in quanto quest'ultima non è in grado di attraversare la mwiqbarriera ematoencefalica, mentre la mwigmwiwL-DOPA, grazie a un sistema di trasporto di amminoacidi, riesce a entrare nel mwjasistema nervoso centrale e una volta qui viene metabolizzata in dopamina, avvalendosi di un enzima (la DOPA decarbossilasi, sebbene studi recenti la denominano amminoacido aromatico decarbossilasi in quanto riconosce come substrato anche gli amminoacidi aromatici). Il presupposto clinico dell'uso dellmwjq'mwjgmwjwL-DOPA parte proprio dall'osservazione di una carenza di dopamina nella sostanza nera e non essendo utile la somministrazione di questa si adopera la mwkamwkqL-DOPA per ripristinare i livelli di dopamina in questa zona. Nella pratica medica si somministrano circa 100mwkg mg di mwkwmwlaL-DOPA e 25 di mwlqbenserazide.

È importante evitare cibi ricchi di amminoacidi aromatici che diminuiscono l'assorbimento dellmwlw'mwmamwmqL-DOPA

La sindrome maligna

La sospensione repentina di mwnamwnqL-DOPA potrebbe scatenare la comparsa di sindrome maligna. Tale sindrome, simile alla mwnwsindrome neurolettica maligna, è caratterizzata da mwoaipertermia, rigidità e aumentata concentrazione di creatin-fosfochinasi sierica; altri sintomi comprendono ipo/ipertensione, tachicardia, sudorazione, aumento degli enzimi epatici e mwoqleucocitosi. Nei pazienti in terapia dopaminergica la comparsa d'ipertermia (temperatura corporea > 38mwog °C) senza causa apparente, eventualmente associata a rigidità e stupor, potrebbe indicare sindrome maligna da interruzione del trattamento con mwowmwpaL-DOPAcite-ref-6[6]. La sindrome maligna può essere causata anche dalla sospensione di farmaci anti-parkinsoniani diversi dallmwqq'mwqgmwqwL-DOPA e dal fenomeno di mwrawearing off (diminuzione dell'attività del farmaco dopo anni di terapia). Il trattamento della sindrome maligna prevede la somministrazione endovena di liquidi, l'abbassamento della temperatura corporea, il ricorso a farmaci dopaminergici quali mwrqmwrgL-DOPA e bromocriptina, a miorilassanti (dantrolene sodico) e mwrwantibiotici se presenti infezioni. Gravi complicanze della sindrome maligna sono rappresentate da mwsarabdomiolisi, insufficienza renale acuta e coagulazione intravascolare disseminata.cite-ref-7[7]

Dopo 2-5 anni di terapia con mwtgmwtwL-DOPA è possibile rilevare una diminuzione della sua attività. Tale effetto è definito mwuawearing off, cioè una diminuzione dell'attività dell'mwuqmwugmwuwL-DOPA dovuta alla progressiva distruzione dei neuroni dopaminergici. Accanto a tale effetto si può descrivere il periodo on-off, che è una fluttuazione dell'attività dellmwva'mwvqmwvgL-DOPA causata da diversi fattori: variazione dell'assorbimento intestinale di mwvwmwwaL-DOPA; bassa emivita del farmaco (1-2 ore) che causa fluttuazioni plasmatiche e quindi fluttuazioni della risposta motoria; variazione della dinamica recettoriale della dopamina: se esponiamo un recettore ad alte concentrazioni di ligando, il recettore può subire un processo definito di desensitizzazione, che è causa della diminuita attività del farmaco.

Effetti collaterali: tra i più frequenti si possono evidenziare nausea (meno frequente se al farmaco si associa la mwwgcarbidopa), mwwwvomito, inappetenza, mwxaanoressia, mwxqipotensione ortostatica, mwxgaritmie, turbe psichiche e mwxwdiscinesie.

Note

cite-note-11. Sigma Aldrich; rev. del 05.11.2012
cite-note-0-22. mw0wShun-ichi Yamada, Tozo Fujii e Takayuki Shioiri, mw1amw1qStudies on Optically Active Amino Acids. III. Preparation of 3-(3, 4-Dihydroxyphenyl)-DL-, -D-, and -L-alanine, in mw1gChemical & Pharmaceutical Bulletin, vol.mw1w 10, n.mw2a 8, 1º gennaio 1962, pp.mw2q 693-697, mw2gDOI:mw2w10.1248/cpb.10.693. mw3aURL consultato il 2 dicembre 2015.
cite-note-33. mw4amw4qmw4gParkinson, la nuova rivoluzionaria terapia sottocutanea all'ospedale Sant'Anna, su mw4wQuiComo. mw5aURL consultato il 29 gennaio 2025.
cite-note-44. mw6amw6qmw6gTrattamenti all'avanguardia contro il Parkinson per la prima volta somministrati a Pontedera, su mw6wPisaToday. mw7aURL consultato il 29 gennaio 2025 mw7q(mw7garchiviato il 29 gennaio 2025).
cite-note-55. Le oscillazioni motorie sono blocchi motori (peggioramento dei sintomi con irrigidimento, freezing del cammino, aumento del rischio di caduta) e/o discinesie (movimenti involontari eccessivi degli arti e/o del tronco, che disturbano l’esecuzione di movimenti volontari). Cfr. mw8wRedazione, mw9amw9qNuovi farmaci per contrastare il Parkinson: avviati i primi trattamenti con la terapia di combinazione a base di foslevodopa/fos, su mw9gTvmedica, 23 gennaio 2025. mw9wURL consultato il 29 gennaio 2025.
cite-note-66. Ward C., J. Neurosci. Nurs., 2005, 37 (3), 160
cite-note-77. Ikebe S. et al., mw-gParkinsonism Relat. Disord., 203, 9 Suppl. 1, S47

Bibliografia

• mwaqiParkinson e nutrizione, su lswn.it. URL consultato il 18 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 30 dicembre 2007).
• mwaqqDizionario medico, su ok.corriere.it.
• mwaqy(EN) L-DOPA: From a biologically inactive amino acid to a successful therapeutic agent Historical review art, su biopsychiatry.com.
• mwaqgmwaqk(mwaqoEN) mwaqsmwaqwLevodopa (L-Dopa), Kavita R. Gandhi; Abdolreza Saadabadi, 27 ottobre 2020, su ncbi.nlm.nih.gov.

Voci correlate

• mwaraDimiracetam
• mwariNootropo
• mwarqMetossamina

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